No good with faces – Jack Johnson

No good with faces
And I’m bad with names
Gave me directions
But it’s all the same:
I’m lost.
I’m too tired to try

Street lamps are broken,
Black the way I came.
Who broke the moonlight?
Watch it, wax and wane,
I’m lost
I’m too tired to try

Let’s not get ahead of ourselves now,
There’s no need for rain,
Its our own parade.
Let’s not be afraid of our reflections,
Its not only you
You’re looking at now

Road signs were stolen,
Left here holding this flame,
Who stole my patience?
Who stole my way?
I’m lost.
I’m too tired to try.

Let’s not get ahead of ourselves, now,
There’s no need for rain,
Its our own parade.
Let’s not be afraid of our reflections,
Its not only you
You’re looking at now.
Let’s not get ahead of ourselves, now,
There’s no need for rain,
Its our own parade.
Let’s not be afraid of our reflections,
Its not only you
You’re looking at now.
Who you looking at now?
Who you looking at now?

No good with faces
And I’m bad with names
Gave me directions,
But it’s all the same:
I’m lost.
I’m too tired to try

Non sono bravo nel ricordare i visi
e sono pessimo nel ricordare i nomi,
mi hai dato le indicazioni
ma è sempre lo stesso:
sono perso.
sono troppo stanco per tentare

I lampioni sono rotti,
nera è la strada da cui vengo.
Chi ha rotto il chiarore della luna?
Guardala, cera che si scioglie,
io sono perso.
Sono troppo stanco per tentare

Non corriamo troppo in fretta, ora,
non c’è bisogno della pioggia,
è la nostra sfilata.
Non spaventiamoci delle nostre riflessioni,
tu non solo a te stesso
stai guardando adesso.

Le indicazioni stradali sono state rubate,
sono stato lasciato qui tenendo questa fiamma,
chi ha rubato la mia pazienza?
Chi ha rubato la mia strada?
Sono perso.
Sono troppo stanco per tentare.

Non corriamo troppo in fretta, ora,
non c’è bisogno di pioggia,
è la nostra sfilata.
Non spaventiamoci delle nostre riflessioni,
non solo a te stesso
stai guardando adesso.
Non corriamo troppo in fretta, ora,
non c’è bisogno di pioggia,
è la nostra sfilata.
Non spaventiamoci delle nostre riflessioni,
non solo a te stesso
stai guardando adesso.
Chi stai guardando?
Di chi ti stai interessando?

Non sono bravo nel ricordare i visi
e sono pessimo nel ricordare i nomi
mi hai dato le indicazioni,
ma è sempre lo stesso:
sono perso.
sono troppo stanco per tentare

Maklemore & Ryan Lewis feat. Wanz – Thrift Shop

Vorrei parlare di una canzone che in pochissimo tempo ha scalato le classifiche in tutto il mondo, lasciano entusiasti molti, e dubbioso me. Ma giusto per sapere qualcosa di più, ho deciso di guardare il video della canzone e di comprenderne i motivi del successo. Ma guardate anche voi il video, prima.

https://www.youtube.com/watch?v=QK8mJJJvaes

La canzone inizia con un sound-base molto semplice, quasi scontato, subito scandito da una voce umana, bassa e ripetuta. Il ritmo, forse per la semplicità, che io preferirei definire banalità, è facile da ricordare e rimane subito in testa. Ma non parlerò né della musica, né del testo, che è un inutile elenco di tutto ciò che si può trovare in un negozio dell’usato con l’aggiunta di qualche parolaccia qua e là. Parlerò invece del video, che dal primo secondo ritrae immediatamente il protagonista, nonché il cantante, ovvero Maklemore, e altri personaggi secondari, tutti con un’età che non supera i 25 anni (anche se lui, Ben Haggerty, in arte Maklemore, di anni ne ha già 30).

Dopo un breve stacco in cui si intravede, su un’auto molto particolare, di cui parlerò più avanti, Ryan Lewis, riappare subito Maklemore, con aria da boss, da capo della gang, fiera e un po’ -volutamente- stupida, in piedi su una strana bicicletta e accompagnato da due ragazze diciottenni in atteggiamenti sexy. A questo punto si possono già capire molte cose. Il pubblico di consumatori che si sta cercando di attrarre è un pubblico di giovani, anche di giovanissimi, ovvero quel pubblico che è in assoluto il più redditizio. L’obiettivo è attrarre i ragazzi, e tutto il video, bisogna precisarlo fin dall’inizio, si gioca sul (disperato) tentativo di conquistare il pubblico, mostrandogli ciò che ama e che apprezza, ma in maniera nuova, originale, o per dirla con un aggettivo da uomo di marketing, in maniera fresh.

Gli elementi per attrarre il pubblico ci sono tutti: il piercing al naso, i vestiti così originali da risultare scontati (da Lady Gaga in poi l’eccessiva originalità è diventata un qualcosa di scontato, ma per questo necessario), la pelliccia, il ballare ovunque, il vecchio rimbecillito (che chissà perché fa tanto ridere, forse per un’insita paura che giace dentro di noi, ovvero quella di diventare, un giorno, come lui. E allora ridere significa demistificare) il taglio di capelli alla moda, la discoteca (dove il rapporto femmine:maschi è di almeno 2:1, come in tutto il resto del video), e, infine, il thrift shop, il negozio dell’usato. Quest’ultimo è l’unico elemento (un po’) originale che rompe la monotonia, ma non è del tutto slegato dal resto, infatti i mercatini dell’usato sono un fenomeno che caratterizza in particolar modo gli anni 2000, tanto che in Italia, nell’ultimo decennio, si è assistito ad una rapida crescita del numero di mercatini dell’usato, che sono aumentati di più del 50%. Un fenomeno moderno dunque, che si inserisce perfettamente, senza stridere, nel contesto del video.

Avevo promesso che avrei parlato dell’auto originale che, devo ammettere, purtroppo mi piace molto, e infatti ne parlerò. L’auto che più volte si vede nel video è una DeLorean DMC-12 del 1981.  Conosciuta anche semplicemente come la DeLorean, dato che è stata la sola automobile prodotta dalla società, è caratterizzata dalle porte ad ali di gabbiano e dalla carrozzeria di acciaio inossidabile non verniciato. Vennero prodotti circa 9 200 esemplari, e poi fu ritirata dal commercio. Dunque è un’auto rara ma grezza, vecchia ma moderna al tempo stesso: si inserisce perfettamente nello stile del video, puntando a una esasperata originalità.

Per concludere, vorrei far notare come tutto ruoti intorno alla necessità di stupire, in uno stile che, traendo le sue radici dal Gotico romantico dell’800, ricorda lo stile esasperato del Barocco. Ma c’è anche altro: c’è la scapigliatura, c’è l’ermetismo (in minor misura) e c’è molto altro, che non sto a dire. Basti sapere che tutto è già stato fatto, tutto è già stato detto, in passato. E la cultura moderna non fa altro che riprendere vecchie formule dimenticate in soffitta, rispolverarle, farle sembrare completamente nuove e rimetterle in vendita. Un negozio dell’usato, appunto.